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Indice glicemico e carote: i diabetici possono mangiarle?

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Qualche strano individuo non mangia le carote perché hanno un indice glicemico alto. Poi però spesso quelle stesse persone non disdegnano una bella fetta di torta.

Originarie dell’Oriente, ma coltivate anche dagli antichi Greci e Romani, le carote sono una tipologia di ortaggio particolarmente diffusa in tutto il mondo.

Tra l’altro, non tutti sanno che, sebbene sia conosciuta per il suo brillante colore arancione, originariamente presentavano una colorazione differente. Infatti, erano più piccole e nere, rosse o gialle. Oggi, esiste anche un’altra varietà, in base alla quale le carote sono bianche.

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I valori nutrizionali delle carote

Il grande utilizzo e consumo delle carote si deve, principalmente, alle loro molteplici proprietà, che abbiamo trattato in questo articolo. In aggiunta, sono frequentemente inserite all’interno di diete detox o di un regime alimentare ipocalorico, grazie ai loro valori nutrizionali.

Come si può vedere dalla tabella sottostante, le carote sono un alimento poco calorico, dato che ogni 100 grammi di prodotto contiene circa 35 calorie. Inoltre, sono costituite per il 90% da acqua e da 8 grammi di carboidrati. La quantità di proteine e grassi, invece, è davvero esigua.

Valori nutrizionali Carote (100 g)

Energia35 kcal
Carboidrati 8 g
di cui zuccheri0 g
Grassi0 g
Proteine0 g

 Cosa è l’indice glicemico?

Nonostante ciò, per molti anni, le carote sono state escluse dall’alimentazione dei diabetici, in quanto considerate come aventi un alto indice glicemico. L’indice glicemico si tratta di un particolare numero in grado di indicare e distinguere quegli alimenti contenenti carboidrati che provocano un rialzo glicemico, ovvero un aumento della quantità di concentrazione di glucosio presente nel sangue. Il diabete, difatti, è una malattia cronica, caratterizzata da un’elevata concentrazione di glucosio nel sangue, causata da una carenza di insulina.

Per questo motivo, chi è diabetico deve attenersi a una stretta dieta alimentare che limiti o, addirittura, eviti i cibi aventi un alto indice glicemico.

Semplificando, l’indice glicemico di un qualsiasi alimento si calcola misurando il picco glicemico individuato a seguito dell’assunzione di 50 grammi del cibo preso in considerazione confrontata a quella di 50 grammi di glucosio puro. Il glucosio puro è definito come il parametro di controllo e ad esso viene attribuito un valore pari a 100. Pertanto, quanto più l’indice glicemico si avvicina a 100 tanto più risulterà essere pericoloso per un diabetico (approfondisci qui, anche qui, e qui).

Gli alimenti possono essere distinti in:

  • Alimenti con alto indice glicemico: valore compreso tra 70 e 100 (e.g. dolci raffinati, pane bianco)
  • Alimenti con medio indice glicemico: valore compreso tra 50 e 70
  • Alimenti con basso indice glicemico: valore inferiore a 50

È vero che i diabetici non possono mangiare carote?

Originariamente, i primi studi relativi all’indice glicemico avevano messo in evidenza che le carote avessero un valore pari a 92. Pertanto, erano state collocate tra gli alimenti ad alto indice glicemico. La credenza secondo cui i diabetici non dovessero far uso di questo ortaggio derivava proprio da questo dato.

Tuttavia, studi più recenti hanno totalmente ribaltato tale considerazione. Attualmente, si ritiene che le carote possano essere classificate tra gli alimenti con indice glicemico medio-basso (valore 39± 7). In tal senso, all’interno di una dieta seguita da un individuo che soffre di diabete possono rientrare anche le carote e il loro succo (purché non sia zuccherato). L’importante, però, è attenersi a un consumo moderato perché quello che conta è il carico glicemico totale (che aumenta all’aumentare del consumo).

Inoltre, si ritiene che la carota sia in grado di prevenire lo sviluppo del diabete e dell’insulino-resistenza. Ciò sarebbe spiegato dalla presenza di un’elevata quantità di carotenoidi, cioè i precursori della vitamina A, all’interno delle carote stesse.

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rino leo Scritto da rino leo